NEOLITICO MEDIO-RECENTE - ETÀ DEL RAME

Anghelu RujuLa “colonizzazione neolitica” rappresenta una vera e propria rivoluzione tecnica e culturale che intorno al VI millennio a.C interessò le popolazioni dell’Anatolia e dell’area siro- palestinese nelle coste e nelle isole del Mediterraneo centro occidentale. Popolazioni medio-orientali, probabilmente introdussero tecniche relative all’agricoltura e all’allevamento, avviando un processo di innovazione socio-economica. L’uomo iniziò ad interrogarsi sui fenomeni naturali sviluppando così la sua coscienza religiosa e parallelamente il culto dei morti. Nelle credenze dei Protosardi dominavano il culto della Dea Madre – documentato anche dai numerosi idoletti femminili trovati nell’isola - e quello del Dio Padre- espresso dai menihir o da teste taurine stilizzate scolpite negli ipogei funerari.

DOMUS DE JANAS
Il culto dei morti e l’architettura funeraria ebbe un forte impulso in tutta l’isola, con la cultura di ozieri, a partire dagli ultimi secoli del IV Millennio a.C. Nascono così le Domus de Janas, tombe scavate nella roccia, sia isolate che raccolte in piccoli gruppi o in vaste necropoli. Le domus de janas (ovvero “case delle fate”) riproducevano a volte le abitazioni dei vivi; venivano scolpite nella roccia i particolari principali delle capanne che costituiscono una testimonianza fondamentale per la ricostruzione della vita di queste civilta’, i cui villaggi -costruiti con capanne di legno e frasche- non ci sono mai pervenuti per la loro deperibilita’.

ANGHELU RUJU
La necropoli di Anghelu Ruju è uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna poiché possiede uno dei più vasti e antichi complessi di grotte artificiali, utilizzate da differenti culture dal 3300 a.C. al 1500 a.C. circa. Scoperta casualmente nel 1903 ed esplorata in successive campagne di scavo fino al 1967, la necropoli comprende 38 domus de janas situate in prossimita’ di un torrente, il Rio Filibertu. La roccia, arenaria calcarea, facilito’ l,’escavazione delle tombe,per mezzo di picconi litici rudimentali, ma ne limito’ uno sviluppo regolare specialmente in altezza. Tali tombe sono di due tipi:
- a pozzetto (piu’ antiche) con planimetrie irregolari ;
- a corridoio (piu’ recenti) normalmente disposte a T o a raggiera.
Anghelu RujuL’architettura delle tombe è spesso arricchita di dettagli ispirati alle case dei vivi (gradini, pilastri, cornici, finte architravi, false porte, false finestre, ecc.), da corna taurine, incisioni e rilievi nei vani più ampi, probabilmente destinati alle cerimonie funebri. I reperti rinvenuti hanno restituito materiali archeologici della Cultura di Ozieri (3300-2900 a.C.) che ne attestano i primi momenti d’uso; successivamente molti sepolcri vennero riutilizzati lungo l’intero arco dell’Eneolitico (2900-1800 a.C.). Le domus de janas, sigillate all’esterno con chiusini litici, hanno rivelato sepolture collettive di individui deposti soprattutto in posizione supina; non mancano pero’ deposizioni secondarie (resti di scheletri scarnificati),esempi di corpi in posizione fetale o rannicchiata e rari casi di semi-cremazione. I morti venivano sepolti con gli oggetti utili e cari in vita -ornamenti in pietra e conchiglia, vasi, armi litiche o in bronzo e idoli femminili. Inoltre sono stati ritrovati resti che testimoniano l’uso di consumare pasti funebri all’interno delle celle e presso gli ingressi.

SERVIZI OFFERTI:visita guidata in lingua italiana e straniera, vendita artigianato e libri di archeologia
COME RAGGIUNGERCI: da Alghero prendere la strada dei due Mari per Porto Torres. Proseguire per circa 6 km; la necropoli si trova sulla sinistra, subito dopo lo svincolo per l’aeroporto Alghero-Fertilia.

SANTU PEDRU
Santu PedruLa Necropoli di Santu Pedru - costituita da nove ipogei- sorge su una collina tufaceo-trachitica. La Tomba I (la piu’ importante di questa necropoli) fu scoperta casualmente nel 1959: fu trovata intatta, ancora sigillata con lastre litiche a opera delle ultime genti che l’ avevano utilizzata (cultura di Bonnanaro). Tipica tomba a dromos (o corridoio), a cui si accede tramite una anticella semicircolare, la tomba I e’ costituita da 9 celle - tra grandi e piccole. La cella principale presenta nel mezzo due pilastri rettangolari ricavati dalla roccia, che reggono una volta piana. All’interno delle tombe, si osservano scolpiti alcuni particolari delle abitazioni dei vivi (travature, porte, tetto a spiovente o circolare, focolare, giacigli, ecc.), nonché dettagli ispirati da credenze religiose (corna taurine e finte porte). I reperti ritrovati hanno restituito materiali archeologici riguardanti prevalentemente le culture di Ozieri, (3.300 a.C.), Filigosa (2700-2500 a.C.), Monte Claro(2500-2200 a.C.), del Vaso Campaniforme (2200-1800 a.C.) e Bonnanaro (1800-1400 a.C.).
Santu PedruCome dimostrato dai reperti ritrovati all’esterno delle tombe, il sito fu frequentato in epoche successive come quella nuragica, punica, romana ed alto medievale.

SERVIZI OFFERTI: visite guidate dietro prenotazione.
UBICAZIONE: da Alghero prendere la strada provinciale 127 bis per Uri. Dopo il bivio per Olmedo proseguire per 2km e mezzo circa. La necropoli si trova su una parete trachitica alla vostra sinistra.